Nella Nebbia Del Tempo

Incauti racconti, strofe a metà, tra l'anima e il cuore. Il peso del peccato che sconfigge la noia.

Il Giullare di Corte

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Incauti Viandanti

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27/10/2007
La provincia

La provincia italiana mi ha sempre in qualche modo affascinato.
Da li vengo in fondo. Una volta ci vivevo dentro, ne ero immerso fino al collo.
Ora vivo circondato dal cemento e dal rumore, che sotto qualche recondita forma al suo perchè.
Ieri sera per qualche ora mi sono immerso nella provincia parmense.
Ha piovigginato per tutto il tempo.
Sia durante il viaggio che poi per tutta la serata.
I ragazzi andavano e venivano dentro e fuori il bar.
Un vociare sbiascicato, ubriaco e chiassoso.
Imberbi ragazzini che si pigliavano per il culo, ruttavano e bestemmiavano a condire l'assurdità della serata.
Tutti intorno ad un biliardo scassato e un calcio balilla che ruba le monetine.
Il salame locale e il vino non erano per nulla male.
La signora Maria - mai nome più classico a descriverla - è una romantica che si sta scontrando con un mondo chiuso nella propria alienazione senza nemmeno saperlo.
Probabilmente nemmeno lo scoppio di una bomba nucleare distoglierebbe il vecchietto rapito dalle tette della presentatrice di turno in televisione.
E i ragazzi troppo impegnati a fumare di nascosto nella saletta dietro al bancone non si accorgerebbero nemmeno della loro dipartita.
Sono cresciuto anche io più o meno in quel modo, ma ho avuto la fortuna di essere animato dall'amore per la musica e la vita, che mi ha permesso di fuggire in tempo.
Prima che l'eroina o l'aids mi portasse via da quella provincia.
L'ho fatto da solo, sono malconcio ma ancora qui a scrivere.
Altri non sono riusciti a sopravvivere alle serate senza senso.
Ai rutti e alle bestemmie.
Un pensiero per loro, ovunque si trovino.
Spero abbiano trovato la loro pace.
Io ancora lotto.

© bonfo

Postato da: bonfo a 14:02 | link | commenti (1) |
pensieri, riflessioni, milano, amicizia, diritti umani, veneto, heroes

22/10/2007
La dignità dove l'avete persa...(Vasco Rossi)

Ho appena acceso la tv per potermi guardare un dvd.
Accendendola ho fatto un pò di zapping.
Mi sono soffermato su Italia Uno.
Il programma è Distraction.
C'erano dei pirla con la testa inzuppata di non so che cosa color marrone, che si facevano prendere a schiaffi da dei guanti di pelle da lavoro che giravano.
Non so che pensare.
Sono rimasto basito.
Ho pensato - tra me e me - li devono ricoprire d'oro per farsi mortificare in questo modo.
Dove cazzo l'hanno messa la dignità queste persone?
E il conduttore? E il capostruttura della rete?
Ma c'è davvero in Italia gente che torna a casa e non vede l'ora di accendere la tv per vedere 'sti coglioni?
Ma i genitori o la fidanzata di quello che si faceva schiaffeggiare, che cazzo gli diranno quando torna a casa finita la puntata?
Io non so voi, ma credo che questo Paese abbia toccato il fondo, abbia scavato e si sia ricoperto con la stessa sua merda.
Credo che solo da noi può succedere che un guardasigilli faccia fuori per il momento solo togliendogli il lavoro un magistrato che ha avuto l'ardire di indagare su di lui...e ci lamentavamo del nano che si faceva le leggi a uso e consumo...se fosse successa questa cosa quando c'era lui ci sarebbe stata una sollevazione popolare...l'ha fatta quell'altro pirla e tutti zitti.
Mandiamo giù merda pur di tirare avanti.
Io sono anarchico, non mi vergogno a dirlo, ho già pagato per i miei peccati di gioventù, ma cristo d'un dio, un pò di dignità chiedo al mio Paese, un pò di coerenza e dignità.

Ora c'è la storia della legge sull'editoria...bene, ecco come fare per mettere a tacere Grillo e tutte le centinaia di migliaia di cretini che come me passano alcune ore a dire ciò che pensano scrivendolo qui, sul blog.

Ha ragione Naomi Klein...la protesta deve tornare nelle piazze.
Smettiamola di scriverci addosso.
Basta.

Ci sono persone che hanno dato la vita perchè noi oggi potessimo essere liberi di vivere una vita degna di tal nome.
Lo dobbiamo almeno a loro se non lo vogliamo per noi.

Come dicevano i miei amici NABAT negli anni ottanta..."Scenderemo nelle strade...otto ore di lavoro...non vogliamo più impazzire"...

Sono passati più di ventanni e non è cambiato un cazzo...anzi siamo messi peggio di prima, che ne so, dell'Argentina, ma almeno li hanno avuto anni di dittatura militare, noi avevamo la DC, il PSI e ora il PD.
Toglietemi tutti i diritti.
Se non lo fate voi lo farò io da solo.
Basta, non voglio più sentire parlare di niente e di nessuno, getto il televisore fuori dalla finestra come a capodanno, basta.

Ci sono giorni che mi appare in sogno il momento in cui ho salutato gli amici all' aereoporto di Cordoba in Argentina, mi dicevo, dai ora torni in Italia...maledico ogni giorno che è passato da allora, e mi strameledico per non avere avuto le palle di rimanere li, sarei in bolletta peggio che un indio, ma almeno certe cose non le avrei vissute e viste in prima persona.

Basta.

Non ve lo dico neanche più, di rimanere liberi, perchè se anche voi siete tra quelli che guardano Distraction e non s'indignano, non meritate nemmeno un minuto.

lo ripeto,

io finirò male, ma qualcuno lo porto con me!

© bonfo

Postato da: bonfo a 22:41 | link | commenti |
riflessioni, milano, diritti umani, vergogna, ignoranza

20/10/2007
Buon Compleanno piccola iena

Le serate vanno via.
Una dietro l'altra.
Il tempo passa e tu non ci sei più.
Lo so è sempre stato un casino tra noi
ma eravamo in due a sorridere
a bere fino a star male
a svegliarci il pomeriggio con gli occhi brucianti
e lo stomaco ribaltato.
Ora continuo a svegliarmi al pomeriggio
i dolori allo stomaco ormai sono continui
e gli occhi gonfi e rossi mi guardano dallo specchio.
Tutto questo non ha senso.
Senza di te.


© bonfo

Postato da: bonfo a 21:53 | link | commenti (1) |
poesie, milano, amicizia

15/10/2007
Ecco ora...

Oggi ho ricevuto un regalo fantastico.
Un amico che non credevo avrebbe mai mantenuto la promessa, e invece mi ha stupito.
Mi ha regalato un sorriso che covavo dentro ormai da più di dieci anni.
E' bastato un semplice gesto.
Un click e il pezzo è partito per la gioia delle miei orecchie e per la mia mente che vagava indietro nel tempo.
Quando quel pezzo aveva sicuramente un sapore diverso, ma lo stesso potenziale devastante.
Alcuni di voi saranno tra i fortunati vincitori di un ascolto nei prossimi dj set di questo semplice brano.
Se capirete di che sto parlando o semplicemente me lo chiederete ve lo dirò.
Ma non qui.
Grazie amico.
Hai reso una giornata iniziata grigia un pò più luminosa.

voi restate liberi e un giorno forse riceverete anche voi un regalo.

bonfo.

Postato da: bonfo a 23:48 | link | commenti (2) |
musica, poesie, milano, amicizia, heroes, rock indie

12/10/2007
Fare un dj set è una cosa seria

Fare un dj set è una cosa seria.
La prima volta avevo 16 anni.

Festa di amici, c'erano due piastre per leggere le cassette, due giradischi scassati e un mixer che scratchava da solo per le incrostazioni di ruggine nei cursori.

io avevo i capelli colorati, il chiodo di pelle nera e le clipper blu scamosciate ai piedi, pantaloni a quadrettoni di lana scozzesi.

Eravamo in un sotterraneo puzzolente, le casse ai due lati del tunnel, il rigagnolo di piscio riluceva sotto le luci stroboscopiche.

La birra scorreva a fiumi, e il fumo non era fatto con la macchina del ghiaccio secco.

Il primo pezzo che misi era C'mon everybody, in una versione scalcagnata degli Straycats. Poi prosegui con tutta una sequenza di punk e hardcore, dai clash ai germs, attraverso i dead kennedys, gli X, slaughter and the dogs, Adolescents, Siuoxie, new york dolls, ramones e via così.

Miscelavo da cassette c90 a dischi vinilici 45 giri o 33.

La puntina gracchiava, ma il vociare della gente ubriaca era più alta dell'impianto audio.

Tutti pogavano e si dimenavano, un'onda di creste e braccia alzate.

Le canne e le birre calde facevano il resto.

Durò tutta la notte, nessuno voleva andare a dormire.

La festa finì con delle luci blu che volteggiavano nel buio del tunnel.

Altri ragazzi con vestiti diversi dai nostri dicevano che non potevamo stare li.

Volarono insulti e spintoni. Qualcuno si fece male.

Qualcuno scappò via, inciampando sulle proprie catene.

Altri finirono dentro a schiarirsi le idee.

Fare un dj set è una cosa seria.

Ti può cambiare la vita.

Rovinare la vita.

Per sempre.

Bonfo


London calling (1979 -The Clash)

London calling to the faraway towns
Now that war is declared-and battle come down
London calling to the underworld
Come out of the cupboard, all you boys and girls
London calling, now don't look at us
All that phoney Beatlemania has bitten the dust
London calling, see we ain't got no swing
'Cept for the ring of that truncheon thing

The ice age is coming, the sun is zooming in
Engines stop running and the wheat is growing thin
A nuclear error, but I have no fear
London is drowning-and I live by the river

London calling to the imitation zone
Forget it, brother, an' go it alone
London calling upon the zombies of death
Quit holding out-and draw another breath
London calling-and I don't wanna shout
But when we were talking-I saw you nodding out
London calling, see we ain't got no highs
Except for that one with the yellowy eyes

Now get this
London calling, yeah, I was there, too
An' you know what they said? Well, some of it was true!
London calling at the top of the dial
After all this, won't you give me a smile?

I never felt so much a' like



Postato da: bonfo a 22:34 | link | commenti (1) |
musica, milano, veneto, heroes, rock indie



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