Nella Nebbia Del Tempo

Incauti racconti, strofe a metà, tra l'anima e il cuore. Il peso del peccato che sconfigge la noia.

Il Giullare di Corte

Utente: bonfo
Copyright © bonfo
tutti i diritti riservati
Creative Commons License
Tutto è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • Powered by Splinder

Incauti Viandanti

visitato *loading* volte

27/09/2006
Pic nic.....coming soon

Sono stato invitato ad un pic nic. L'invito è arrivato oggi. A giorni vi dirò il menù. stay free. © bonfo

Postato da: bonfo a 21:25 | link | commenti (10) |
musica, amicizia, rock indie

21/09/2006
Un gemito

Portami al limite.
Tienimi sospeso nel nulla della notte.
Aggrappato al filo di perle attorcigliato al tuo collo.

In bilico, una lama tra le mani, fredda e lucente.
Buio, costringimi al rito sacrificale.
Trattieni la mia rabbia.

Fino alla fine.
Una musica soave mi arriva da dietro.
Un brivido lungo tutta la schiena.

Il freddo insopportabile mi avvolge.
Urlo e piango, e rido.
Folle vado via.

Un gemito stretto tra le labbra viola.

© bonfo

Postato da: bonfo a 00:48 | link | commenti (2) |
poesie

19/09/2006
Time to make a change


It's no time to make a change...


così diceva Cat Stevens.

Io invece dico che è ora di cambiare.
Tutto.
La mia vita è piena di contrasti, di compromessi e di problemi.
L'unico tradimento che non ho ricevuto è dalla mia musica.
Mai mi ha tradito, mai ha cercato di farmi fare cose che non volevo, mai mi ha obbligato a dire un solo si.
L'unica vera amica.

Just relax take it easy...you're still young..........
I know I have to go....
away.


Stay Free.

© bonfo

Postato da: bonfo a 23:28 | link | commenti (5) |
pensieri, musica, poesie

Vivi o Muori - non restare fuori

Questa estate ho letto parecchio.
Oserei dire fin troppo.

Ma era da molto che leggevo, diciamo così a singhiozzo.
Tra i libri che ho letto, essendo questo mio spazio a sfondo pressochè musicale,
vi segnalo "Death Or Glory" the Clash, di Pat Gilbert, edito dalla Arcana.

Gilbert è un redattore di MoJo, storica rivista inglese di musica.
Il libro è un lungo racconto, fatto di interviste, flash back, indiscrezioni sulla vita privata dei quattro cavalieri del rock; e di tutto il mondo che per un decennio li ha accompagnati, e il mito che ancora li circonda.
E' la biografia del gruppo punk più importante degli ultimi anni.
Se non ci fossero stati loro, molti di noi forse non avrebbero mai avuto il coraggio di prendere in mano una chitarra, di vestirsi come loro e salire su un palco.

C'è un amico mio, il chitarrista dei Marmaja, che mi conosce da più di vent'anni, che ogni volta che mi incontra mi saluta con un "ciao Joe".
Questo saluto mi riempie d'orgoglio.
Per lui, fin dal primo giorno che ci siamo incontrati sul portone di un ITIS avvolto dalla nebbia nel veneto allora scudocrociato, quello è stato il suo saluto.
Per il fatto che ero vestito come Joe Strummer nella copertina del primo disco.
 
Poi col passare del tempo è venuta la cresta alla mohicana, il "chiodo" di pelle nera, i doc marteens, poi gli stivali Hudson da motociclista con i fibbioni, e i pantaloni stretti con le cerniere, e le stencil sulle magliette fatte in casa, i viaggi a Londra, ma sopratutto il rock'n'roll.

Questa biografia l'ho bevuta quasi tutta di un fiato.
Mentre la leggevo, la mente andava a ritroso nel tempo, a scavare nella memoria, togliere la polvere dagli scaffali dell'anima; mi ha fatto pensare al tempo andato, a tutto ciò che intorno succedeva.
Mi sono commosso a volte rileggendo le gesta di questi quattro ragazzotti londinesi, e in sottofondo sempre la loro musica, il loro rock grezzo, il loro funky atipico, il loro rappare biascicato su uno dei primi vagiti funky "this is radio clash", il loro dub, il loro reggae bianco.

Sono dischi che hanno più di ventanni, ma sembrano scritti l'altro giorno.

La cosa triste è che alcune pagine, parlano del mondo come era allora, del momento di stasi che attraversava la società, del buio del terrorismo in Europa, tutte cose che in qualche modo stanno succedendo anche ora, hanno altri nomi, altri ideali, altri leader, ma ancora il mondo avrebbe bisogno di una scossa.
La stessa che animava la gamba di Joe quando, elettrico partiva con la sua "White Riot" o "I'm so bored with USA".
Chi ha voglia di capire da dove arrivano i vari Franz Ferdinand, Editors, Arctic monkey, e via così, compri o si faccia prestare questo libro, si registri o scarichi o comunque trovi dei dischi dei clash, li metta sul lettore o sul piatto, perchè il fruscio qui è d'obbligo e li mandi al volume che vuole e legga.

Io porto ancora i doc marteens e gli stivali, i capelli ormai sono ingrigiti dalla neve del tempo, ma sono sempre li.
E ringrazio joe, mick, paul e nick, per l'energia che mi hanno trasmesso attraverso le loro parole e la loro musica, se sono qui e sono vivo è anche grazie a loro.
Mentre scrivo in sottofondo, sta andando una vecchia cassetta (si una vecchia C90 gracchiante), è un bootleg del '79 dal vivo a Londra, registrato da un amico, una reliquia più che una cassetta, ma stasera ci voleva.

Molti, davvero molti anni fà facevo una cover proprio del pezzo che da il titolo al libro "Death or Glory".
Il mio ritornello faceva così: "Vivi o muori, no non restarne fuori"

trovate l'originale...traccia n° 13 di London Calling...
quando arriva il ritornello cantate a squarciagola...

Stay Free.

© bonfo

Postato da: bonfo a 00:28 | link | commenti (5) |
musica, heroes, rock indie

16/09/2006
Un'altra notte di Rock'n'Roll

Nonostante la pioggia battente che giovedi imperversava nel cielo sopra Milano, noi siamo andati nello Storico locale Milanese, Le Scimmie, e dopo aver montato strumenti, provato i suoni, rotto amplificatori, scherzato tra di noi, fatto riempire la sala di vecchi e nuovi amici, e sconosciuti, abbiamo dato fuoco alla sacra miccia del rock'n'roll.

Si è partiti con un leggero djset a base di Tom Waits, Nick Cave, Nada accompagnata da Basile, Lonely Drifter Karen, Lalli, The Mirrors, The Empty Frames, ...A Toys Orchestra, G.Onorato, Guignol, Chet Baker, Anonimo FTP e altro, molto ancora, sul palco si è seduta, Lucia Meazza.

Imbracciata la sua chitarra acustica, la sala in silenzio, si è iniziato il concerto.
Una manciata di ballate acustiche, dal vago sapore intimista, la sua voce a tratti dolce e sussurrata, ci ha accompagnato per una mezz'ora.

Fuori la pioggia continuava a cadere, e dentro il calore a salire.

Mini set di pochi brani e sul palco, accompagnato dalle note di "brand new Cadillac" dei Clash,
sale Fabrizio Coppola con la sua ormai rodata band.

Il rock'n'roll è servito.

Inizia la carrellata di brani dai suoi due dischi all'attivo.
Ad un certo punto la Telecaster di Fabrizio fa la dispettosa.
Paolino Perego, il fonico di fiducia, si fionda sul palco come un falco alla ricerca della sua preda.
Il pianoforte di Corrado Solarino parte lieve con le note di Love Letter di N.Cave, Fabrizio intona la canzone e nella sala cala un silenzio irreale.
La dolce ballata si scioglie nella notte piovosa.
Mentre il pubblico rapito applaude già a metà canzone, Paolino sistema il problema tecnico.
Si riprende con l'elettricità più pura e si prosegue.

Dopo quasi un'ora, si va ad una breve pausa, durante la quale io mi ascolto Joe Strummer, Guignol, Television Marco Notari, salutando un pò di amici passati a salutare me e a conoscere per la prima volta F.Coppola.

Si riparte di nuovo con l'incendio delle anime perse.
Fuori non ne vuol sapere di smetterla di piovere, e dentro durante l'infuocata versione di the Apartment song di Tom Petty, sul palco sale anche l'amico cantautore di New York Dave Muldoon ad accompagnare Fabrizio nel refrain.

Applausi scroscianti come la pioggia fuori.

Si prosegue ancora per una buona mezz'ora e presentati i musicisti al seguito, Corrado Solarino alle tastiere, Alessandro Annibale al basso e amplificatori rotti, Fabio Deotto alla batteria, Fabrizio Coppola si congeda da tutti.

Ancora una manciata di brani escono dalla mia consolle, a salutare un'altra notte di rock'n'roll in questa Milano bagnata, odiata e amata al tempo stesso.

Let's Rock Again

Stay free.

© Bonfo

Postato da: bonfo a 16:07 | link | commenti (3) |
musica, milano, club, heroes, rock indie



Memoria Storica

oggi
gennaio 2009
novembre 2008
ottobre 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005

La mia Galleria

Vedi altri media