Incauti racconti, strofe a metà, tra l'anima e il cuore. Il peso del peccato che sconfigge la noia.
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Gli avvenimenti che si sono succeduti in questi ultimi giorni, mi fanno pensare che Milano, la mia città adottiva, sia diventata ancora più buia. Quando arrivai qui, una ventina d'anni fà, la città brulicava di avvenimenti, di situazioni belle da vivere, da assaporare.
Ne ricordo alcune come il concerto gratuito di joe strummer in piazzetta Reale di fianco al duomo in un novembre nebbioso e umido. Concerto tra l'altro organizzato dal figlio di Craxi, quindi nulla di illegale.
Ma ricordo anche la mobilitazione in piena agosto per lo sgombero della sede storica del Leoncavallo.
In una Milano deserta, il concerto sulle macerie di Ritmo Tribale e Mauro Pagani.
Settimana scorsa la chiusura del COX 18 ha risvegliato gli animi di una parte della città che si era un pò assopita. Ma non è ancora abbastanza.
Alla manifestazione di sabato, anche se si era davvero in tanti, ho visto la mancanza di sigle che invece me le sarei aspettate, e altresi ho visto la presenza invece di stronzetti incappucciati, figli di papà, che si divertivano a provocare gli sbirri e a rovesciare i cassonetti. Esattamente quello che la ghenga di De Corato aspettava con ansia per poter screditare tutto un movimento intero e poter dire, appoggiati dai media, " visto? ho ragione io".
Milano è sempre più buia. Avevo usato questo epitaffio già per la chiusura della rassegna di cui ero direttore, che non centra nulla con questo ma era ed è il mio pensiero su questa città.
Il Cox, il Pergola, via dei Transiti, e anche il Biko, che nella sua legallità di circolo arci rischia la chiusura perchè un signore due piani più su protesta. Il Rolling Stone che a fine anno, dopo una trentina con vari passaggi di gestione, nonostante tutto chiuderà, perchè non riesce a pagare l'affitto appositamente alzato dalla proprietà che probabilmente lo trasformerà in albergo di lusso o residence a cinque minuti dal centro.
Sono bastate 46 firme per fermare i concerti di Springeteen, Vasco, Ligabue a S.Siro, e metterne in dubbio molti altri.
Siamo l'unico paese che non investe nella musica, nel teatro, nell'arte in genere.
Abbiamo i migliori architetti del mondo che progettano e realizzano all'estero stupende sale da concerto come lo Zenith di Strasburgo, pensato proprio e a favore della musica.
Tra qualche anno c'è l'EXPO, una grande risorsa per la città e il paese intero. Tutte le altre capitali europee ne hanno giovato, cambiando volto e migliorando i servizi, rendondo vivibili le periferie. Se guardo oggi Milano e quello che sta avvenendo, vedo solo un triste prologo di cosa saranno i prossimi 5, 6 anni. Uso indiscriminato del cemento e del potere. Si costruiranno palazzi nell'area del parco Sud, con delibera comunale, togliendo un altro polmone verde alla città che già soffoca. Si ultimerà lo skyline del quartiere Isola, dopo aver fatto sparire sotto la sua ombra la Stecca degli Artigiani e il Pergola.
Questa non è la Milano che io volevo vivere.
Non è la città che ho eletto a mio domicilio, nella quale sono tornato anche dopo lunghi soggiorni all'estero.
Non è la città delle opportunità che avevo conosciuto a metà degli anni 80.
Qui non c'è più nulla di tutto quello che avevo sognato.
Viviamo la città, o ne saremo soffocati.
Restiamo Liberi.
Le cose che stanno succedendo nel mio paese non mi piacciono.
In settimana a roma durante una delle manifestazioni contro la legge sulla riforma della scuola, in piazza Navona si è consumata la solita scena.
Ragazzi che si menano, poliziotti che non fanno un cazzo e tavoli del bar che volano.
Non voglio entrare nel dettaglio anche se penso sia stato tutto programmato a tavolino.
Questo paese sta prendendo una bruttissima piega.
Certe dichiarazioni poi puntualmente smentite non fanno pensare a nulla di buono.
La soluzione potrebbe essere a questo punto una sola.
Andarsene.
© bonfo
Mercoledi scorso si è svolta la prima puntata della terza sessione della rassegna D-DAY musica per gentili ascoltatori, presso il Dynamo di Milano.
Questa è la prima sessione con la mia Direzione Artistica.
La prima band ad esibirsi è stata una nuova band bresciana.
GuruBanana, capitanati da Andrea Fusari, storica voce di Radio Onda d'Urto di brescia e da Giovanni Ferrario, noto produttore e polistrumentista, prossimo ad unirsi in tour mondiale alla band di PjHarvey.
Il suono è subito deciso, forte e acido. Come deve essere per una band che prende ispirazione dalla NewYork post velvet underground e dalla new orleans pre uragano Katrina. Blues mescolato a rock alternativo e punk.
Il proprietario del locale non è molto d'accordo col volume, ma non è questo il punto.
Il sotterraneo dove si svolge la rassegna è abbastanza pieno, sopratutto di musicisti tra i migliori della scena milanese e nazionale.
Un'ora di rock pulsante vibrazioni positive, dei piccoli gioielli voodoo, che ci porteremo dentro.
Settimana prossima si replica con in Zabrisky, ottima psichedelic band da venezia, prodotto tra l'altro proprio da Giovanni.
Restate liberi.
© bonfo
Eccoci di nuovo qui a parlare di Genova.
Ieri con una sentenza che ha dell'incredibile, hanno ancora una volta nascosto la verità. Ancora una volta come nei peggiori stati militari del sudamerica, hanno detto che non è vero che è stata una cosa orrenda quello che hanno fatto. Non è vero che centinaia di donne e uomini sono stati vilmente attaccati e malmenati dalle Forze dell'Ordine (parola che assume un valore unico in questa frase).
Assolti quasi tutti. E i condannati tempo un paio d'anni saranno a capo di qualche struttura poliziesca.
Ci siamo di nuovo. Il nostro Bel Paese è abile in queste cose. L'ha dimostrato sin dalla fine degli anni sessanta. Con le Stragi di stato, con esecuzioni di massa come piazza Fontana o l'italicus.
Ieri hanno dimostrato che in questo Bel Paese esiste ed è in vigore la legge dei due pesi e due misure.
Se qualcuno viene arrestato per corruzione i giudici sono conniventi e da deleggittimare, ma se vieni massacrato di botte o ammazzato dalle Forze dell'Ordine, allora va tutto bene.
Nessuno che apra bocca per dire che è una Vergogna.
Quello che è successo in quei giorni è una Vergogna.
Come è finita ora è uno Schifo.
In quei giorni del 2001 il Paese ha preso una via senza ritorno.
Il Paese è sprofondato nell'oblìo della violenza cieca.
Siamo il Paese unico al mondo dove vince sempre il più furbo, il disonesto, l'approffittatore, con logica mafiosa e massonica.
Io sono disgustato e ho paura.
Ho paura che ogni parola detta o scritta mi si ritorca contro.
Ma non si può stare in silenzio.
Perchè il silenzio uccide più di mille parole.
Qualcosa bisogna pur fare. Ne va della nostra integrità morale. Della nostra vita.
Restate liberi
© bonfo
Hanno liberato la Betancourt.
Era ora.
Quando libereranno anche noi dal nano e tutti i suoi accoliti?
restate liberi
se potete.
© bonfo.
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